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mercoledì 22 luglio 2015

RIVOLUZIONE SESSUALE

Morire di infarto nel 2015 per una donna che ha fatto come propria la missione di conquistare i cuori di una generazione di adolescenti appare quasi una beffa. Però, lei, amatissima da tutti, non fu amata da nessuno. Volle essere dimenticata.

Sì, sto parlando di Laura Antonelli: inchinatevi a 90, oh voi donne adolescenti di oggi davanti alla icona della Rivoluzione Sessuale.

Gli adolescenti di oggi (e anche gli adulti) hanno a disposizione siti su cui trovare sesso virtuale a pagamento
Ma nell'era preYouPorn, bastava una locandina di film per fare sognare. Quella di MALIZIA del '73, girato dal regista Samperi, inaugurò il capovolgimento dello sguardo maschile: da sopra la scollatura a sotto la gonna. Lei, statuaria e dominante, ma con straccio e sguardo dimesso, da quel giorno incarna (è il caso di dirlo!) l'immaginario del maschio medio italiano.

Dall'alto della sua bellezza consapevole, Laura Antonelli conosce le armi della seduzione e le fa sue, ma con aria di - qualcuno dice - fragilità (leggete il pezzo su VANITY FAIR dell'8 luglio a firma di Michele Neri perché è da STANDING OVULATION), io dico, non di sopportazione, ma di compassione. Perché la consapevolezza dell'ascendente erotico che hai sugli uomini ti cambia. Tu donna della Rivoluzione Sessuale devi decidere come usarla. Se con lo “sguardo puro e indifeso” che vede Michele Neri, o se con la compassione verso il maschio, col suo carico ormonale che lo fa sbarellare. Dal canto mio, propendo per la seconda soluzione, sebbene noi vecchie abbiamo dovuto passare nelle forche caudine di certi ambienti ecclesiastici che ci giudicavano prostitute. Col senno di poi, Laura Antonelli dev'essere stata una di queste vecchie che non ha retto.

Infatti, da come si è comportata negli ultimi anni della sua vita, a cominciare dai trattamenti estetici che le rovinarono il viso passando dall'arresto per detenzione di 36 grammi di cocaina, pare abbia scelto la strada della fragilità, fino ad arrivare alla Fede professata a tutto campo, alla eliminazione delle frequentazioni di ogni tipo. Una donna iconica come lei dovrebbe rimanere tale in ogni momento della vita. A cinquant'anni, per restare icona, avrebbe potuto scegliere di portare le rughe come medaglie. Anche scegliere uno stile di vita rigoroso, che consentisse la conservazione naturale della bellezza senza età in ogni età. Anche contornarsi di amici fidati, uomini o donne che siano.

Invece, affranta dagli affronti che le ha riservato una ingrata Società (degli uomini), ha scelto la solitudine e l'eremitaggio, confidando in Dio. I pochi amici rimasti inascoltati. Il suo cuore ormai era solo di Dio. E Dio gliel'ha preso.