Morire di infarto nel 2015 per una
donna che ha fatto come propria la missione di conquistare i cuori di
una generazione di adolescenti appare quasi una beffa. Però, lei,
amatissima da tutti, non fu amata da nessuno. Volle essere
dimenticata.
Sì, sto parlando di Laura Antonelli:
inchinatevi a 90, oh voi donne adolescenti di oggi davanti alla icona
della Rivoluzione Sessuale.
Gli adolescenti di oggi (e anche gli adulti) hanno a disposizione siti su cui trovare sesso virtuale a pagamento.
Ma nell'era preYouPorn, bastava una
locandina di film per fare sognare. Quella di MALIZIA del '73, girato
dal regista Samperi, inaugurò il capovolgimento dello sguardo
maschile: da sopra la scollatura a sotto la gonna. Lei, statuaria e
dominante, ma con straccio e sguardo dimesso, da quel giorno incarna
(è il caso di dirlo!) l'immaginario del maschio medio italiano.
Dall'alto della sua bellezza
consapevole, Laura Antonelli conosce le armi della seduzione e le fa
sue, ma con aria di - qualcuno dice - fragilità (leggete il pezzo su
VANITY FAIR dell'8 luglio a firma di Michele Neri perché è da
STANDING OVULATION), io dico, non di sopportazione, ma di compassione.
Perché la consapevolezza dell'ascendente erotico che hai sugli
uomini ti cambia. Tu donna della Rivoluzione Sessuale devi decidere
come usarla. Se con lo “sguardo puro e indifeso” che vede Michele
Neri, o se con la compassione verso il maschio, col suo carico
ormonale che lo fa sbarellare. Dal canto mio, propendo per la seconda
soluzione, sebbene noi vecchie abbiamo dovuto passare nelle forche
caudine di certi ambienti ecclesiastici che ci giudicavano
prostitute. Col senno di poi, Laura Antonelli dev'essere stata una di
queste vecchie che non ha retto.
Infatti, da come si è comportata negli
ultimi anni della sua vita, a cominciare dai trattamenti estetici che
le rovinarono il viso passando dall'arresto per detenzione di 36
grammi di cocaina, pare abbia scelto la strada della fragilità,
fino ad arrivare alla Fede professata a tutto campo, alla
eliminazione delle frequentazioni di ogni tipo. Una donna iconica
come lei dovrebbe rimanere tale in ogni momento della vita. A
cinquant'anni, per restare icona, avrebbe potuto scegliere di portare
le rughe come medaglie. Anche scegliere uno stile di vita rigoroso,
che consentisse la conservazione naturale della bellezza senza età
in ogni età. Anche contornarsi di amici fidati, uomini o donne che
siano.
Invece, affranta dagli affronti che le
ha riservato una ingrata Società (degli uomini), ha scelto la
solitudine e l'eremitaggio, confidando in Dio. I pochi amici rimasti
inascoltati. Il suo cuore ormai era solo di Dio. E Dio gliel'ha preso.
