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mercoledì 7 ottobre 2015

GRASSO E LE VOLGARITA' INAUDITE

Pochi giorni fa, durante la discussione sulle riforme costituzionali, il gestaccio di un senatore (lo scrivo minuscolo con apposito intento), sostenuto da un secondo compare di gesta, ha suscitato non solo le ire femministe, ma anche quelle del Presidente del Senato, Pietro Grasso, il quale ha annunciato le opportune misure contenitive: “D'ora in poi, visto che l'escalation è arrivata al punto di minare la civile convivenza, il rigore sarà assoluto”. “Perché - ha continuato - gli episodi sono stati di tale gravità che hanno offeso persone e senatori ed hanno minato la credibilità delle istituzioni”.

Come di mia consuetudine, prima di scrivere questo post ho voluto documentarmi. Non farò nomi per evitare propaganda politica, sebbene tutti voi che mi seguite conosciate le mie tendenze. Il documento che più ha suscitato in me compassione e partecipazione non solo emotiva, (ho pianto, commossa) ma anche razionale, è stato il video in cui Senatrici di diversi partiti, dal Pd alla Lega Nord, parlando in aula esprimono la loro solidarietà trasversale alla collega e testimoniano di avere visto il gestaccio.

Prima di prendere decisioni, il Dr.Grasso ha visionato tutti i video disponibili. E ha tratto le sue conclusioni, andando contro al senatore minuscolo che diceva di essere stato travisato. Le penalità sancite dal Presidente del Senato sono state le seguenti: cinque giorni di sospensione - con effetto immediato - ai due senatori responsabili dei gestacci. Uno ad altro Senatore per aver aggressioni verbali. Demando l'incarico di fare nomi e responsabilità a questo pezzo di REPUBBLICA online. 
Una sola piccola considerazione. A parte che all'alba del III millennio dopo Cristo, siamo ancora fermi alla trivialità da marciapiede quando si deve offendere una donna, mi chiedo perché le Donne si sentono offese quando si parla di sesso, anche fosse sesso in vendita. L'onorabilità di certi antichi mestieri è direttamente proporzionale al disonore che si auto-infliggono i paganti. 
Io penso che il fenomeno del sesso a pagamento sia legato alla legge del Mercato. Finché ci sarà qualcuno che cerca, ci sarà qualcuna che offre. E allora non c'è del male se le parti rispondono. Disonore casomai a chi cerca pur avendo la possibilità di averne gratis dalla propria partner.
Concludo facendo mia l'osservazione di una ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo su La7, affermando con vigore che i 5 giorni di sospensione ai due senatori minuscoli siano pochi. Sono certa che questi omuncoli diventerebbero meno volgari e meno maschilisti se il Presidente del Senato li sanzionasse togliendo loro mensilità di stipendio.
Sono solo io che la pensa così?


venerdì 31 luglio 2015

FOCA SPOGLIATA

Nel cuore degli anni '70, io bimba, ricordo bene le diatribe tra i miei genitori, di formazione e di frequentazione cattolica, circa l'opportunità da parte di periodici come L'ESPRESSO o PANORAMA di pubblicare copertine con donnine procaci (oggi, da femminista, dico: depauperate in ogni senso possibile). Stavano vivendo tutti l'esplosione della Rivoluzione Sessuale e tra i direttori dei periodici di riflessione sulla Società era scattata la gara della FOCA SPOGLIATA, in copertina come nell'interno del giornale. Ricordo quella donna crocefissa nuda e incinta pubblicata su L'ESPRESSO
per il referendum a favore della depenalizzazione dell'aborto (fu il 1975, mi pare). Ci furono anche programmi TV sorprendenti per la loro licenziosità, persino trasmessi in fascia protetta, come DRIVE-IN, fino all'esuberante e capezzolare COLPO GROSSO. Oggi il capezzolo non sarebbe accettato nelle nostre edicole e nemmeno in TV. In quarant'anni, pur con in mezzo il II ventennio e le sue veline,/meteorine/letterine, parrebbe abbiamo regredito. Con questo post, oggi, voglio chiedere se è vero e perché.

Il II ventennio sembrava aver consacrato i risultati delle lotte femministe. Donne sconosciute ai più (ma solo quelle belle) si sono sentite sdoganate, hanno usato i loro corpi poco coperti per scavarsi un briciolo di attenzione tra il pubblico. Voglio farne i nomi perché diversamente, alla luce dell'apparente ritorno del patriarcato, sembrerebbe che parli di aria fritta. Alcune (come Alba Parietti) si sono inventate un mestiere da pseudogiornalista grazie a seni e labbra rifatti, immantinente le giornaliste vere (come Lilli Gruber) l'hanno imitata. La prima vantava un cervello, ma che, ottenendo in TV solo passaggi da meteora, alla fine ha dimostrato di non avere. La seconda, che ha un cervello sopraffino, si rinnova ogni volta, presenziando con arguzia e sagacia i suoi ospiti televisivi.
Non voglio affermare che veline,/meteorine/letterine/albette siano de-ficienti, cioè difettino di qualcosa. Voglio solo constatare che tutta questa Rivoluzione Sessuale (in TV) non sia stata a vantaggio delle donne. Anzi, sia andata a loro detrimento. Perché l'esposizione mediatica di scollature e gambe e glutei ha portato alla svalutazione della Donna, del suo cervello, della sua essenza, permettendo ad opinionisti come Selvaggia Lucarelli di sbeffeggiare esempi preclari di Donne.

Se la donna può essere null'altro di come la vedete in TV, scollature e gambe e glutei, allora lo sarà anche se seduta in Consiglio Regionale (faccio i nomi: Nicole Minetti) o in Parlamento (Maria Stella Gelmini, Mara Carfagna, Giorgia Meloni). Questa trama porta al ritorno del patriarcato? Se così fosse, le giornaliste stiano attente a mostrare i propri corpi: per proprietà transitiva, le loro vere capacità potrebbero essere svilite.


Torniamo al capezzolo da copertina. Alla luce della mia precedente analisi, mi accorgo che forse non è moralismo quello che oggi ne impedisce la copertinizzazione. Forse, e mi auguro sia così, gli editori si sono accorti di quanto sia avvilente la mercificazione del corpo femminile. Avvilente per i contenuti dello stesso periodico. Sì, una copertina procace fa vendere, ma il pubblico cerca ben altro. Perché il procace ormai è a portata di click, gratis.